Inoltre è utile almeno come terapia adiuvante in molte altre patologie (infezioni respiratorie, asma felina, enterite linfoplasmacellulare ecc.).
La iodioterapia è efficace almeno nell'uomo, nel cane, nel gatto, negli uccelli, nel coniglio, nel furetto e nei pesci. Data la forte somiglianza tra AIDS del gatto e AIDS dell'uomo e tra leishmaniosi del cane e leishmaniosi dell'uomo è un vero peccato che nell'uomo venga utilizzata solo sporadicamente e non in modo sistematico in virtù delle sue molteplici applicazioni, del costo irrisorio e dei trascurabili effetti collaterali, tanto più che i dosaggi utilizzati si possono considerare di poco superiori ad una integrazione alimentare. Potrebbe essere utile in molte malattie dall'influenza all'epatite, dal raffreddore alla tubercolosi e ne deriverebbe un enorme guadagno sia in termini di qualità della vita delle persone sia in termini economici per il sistema sanitario. Inoltre sarebbe un farmaco a bassissimo costo utilissimo per chi non ha accesso ai farmaci più costosi.
La via interessata da questo fenomeno è quella neuroendocrina ed è facilmente dimostrabile almeno nei pesci. Aggiungendo determinate quantità di ioduro in vasche contenenti pesci ornamentali prima del cambio dell'acqua è facile innescare almeno un ciclo riproduttivo anche in specie poco prolifiche in cattività. (Foto Ancistrus) Questo spiegherebbe l'attitudine migratoria ai fini riproduttivi almeno di alcuni pesci (salmoni).
Somministrare precise quantità di iodio ad intervalli di tempo definiti determina anche negli organismi vegetali la resistenza alle malattie. Lo iodio infatti è presente nell'acqua piovana ed è noto che stagioni con piogge regolari aumentano la qualità e la quantità del raccolto ("AGROCHEMICAL COMPOSITION AND METHOD FOR TREATING PLANT"). Non sorprenda quindi l'analogia tra metabolismo animale e vegetale nello studio filontogenetico. Pertanto è plausibile che assumere precise quantità di iodio ad intervalli di tempo definiti in maniera continuativa durante la vita di un individuo possa avere non solo un'azione profilattica nei confronti delle malattie infettive ma anche un'azione anti-età (anti-age) e antitumorale sia per l'effetto endocrino che immunitario.Invecchiamento e malattia intesi ora non più come la risultanza di agenti esterni ( batteri, virus, radicali liberi ) ma come una sorta di assuefazione ai propri ormoni trofici, esiste infatti, all'interno dell' organismo un segnapassi ( pacemaker ), la cui carica si esaurisce nel tempo ma che è possibile ricaricare dall'esterno, che ne resetta ciclicamente i recettori rinnovandone la sensibilità. Buona caccia al tesoro!
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